martedì 29 giugno 2010

Le Regioni contro la manovra

I governatori: "Restituiremo al governo le nostre competenze. Errani: “l'insieme delle competenze regionali valgono oltre 3 miliardi di euro mentre il taglio previsto nel 2011 è di oltre 4 miliardi di euro"


“Le Regioni sono pronte a restituire le competenze relative al decreto legislativo 112 Bassanini allo Stato”. A nome di tutti i governatori, così il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Vasco Errani ha annunciato la forte protesta delle amministrazioni locali contro la manovra dei tagli voluta dal governo.

Queste le competenze che verrebbero restituite allo Stato: il trasporto pubblico locale, il mercato del lavoro, la polizia amministrativa, gli incentivi alle imprese, la Protezione Civile, il servizio maregrafico, il demanio idrico, l'energia e le miniere, i trasporti, gli invalidi civili, la salute, le opere pubbliche, l'agricoltura, la viabilità e l'ambiente.

"Tutto questo perché - ha spiegato Errani - l'insieme di queste competenze valgono oltre 3 miliardi di euro mentre il taglio previsto nel 2011 è di oltre 4 miliardi di euro".

La decisione finale verrà presa nella prossima convocazione straordinaria della Conferenza Stato-Regioni. “Chiederemo un incontro al premier Berlusconi e ai presidenti di Camera e Senato per illustrare la nostra posizione. Poi informeremo il presidente della Repubblica".

Colpisce il fatto che la protesta sia unanime, senza nessun distinguo di carattere politico. "Di fronte ad un ministero del tesoro così virtuoso secondo il quale è possibile garantire il trasporto pubblico anche con questi tagli, noi ci leviamo il cappello e diciamo: caro governo riprenditi quelle competenze stabilite dalle Bassanini". A parlare è stato il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni che di certo non si può definire legato all'opposizione. "Giudichiamo irricevibile - ha affermato Formigoni - questa pretesa del ministero delle finanze di tagliare in maniera indiscriminata i fondi per le regioni e quindi di tagliare i servizi che le regioni non sarebbero più in grado di garantire ai cittadini. Per questo chiediamo che il governo si riprenda la gestione diretta di queste funzioni. Sia quindi il governo a gestire il trasporto pubblico locale, gli aiuti alle imprese e alle famiglie poichè il ministero sembra convinto che treni, autobus e fondi per le imprese si possano garantire decurtando di oltre un terzo le risorse". "Il nostro - ha aggiunto - è un gesto di grande trasparenza e va nella direzione di formulare delle proposte rispettando i saldi. Il ministero è convinto che si può gestire meglio, lo faccia ma noi siamo convinti che questa manovra se rimanesse inalterata provocherebbe tagli ai servizi insostenibili".

Per Davide Zoggia, responsabile enti locali del Pd, “il governo ha trovato nelle regioni il capro espiatorio perfetto su cui scaricare accuse di ogni genere. Si faccia chiarezza come chiede Vasco Errani in modo da togliere al ministro dell’Economia ogni pretesto per non assumersi la responsabilità dei tanti errori compiuti in questi due anni. L’irremovibilità di Tremonti verrà pagata dai cittadini in termini di riduzione dei servizi senza avere, peraltro, benefici reali per la nostra economia. Soprattutto sarà archiviata qualsiasi ipotesi di assetto federale. Stupisce, in questo dibattito, l’assenza della Lega che da campione del federalismo, si ritrova ad assistere impotente a quanto accade, ingabbiata nelle sue contraddizioni di partito sempre meno di rottura”.

Claudio Martini, responsabile politiche del territorio Pd, “la protesta delle regioni è sacrosanta al pari della richiesta di un confronto vero con il Governo che fa l’opposto di ciò che chiede la domanda federale. E’ insostenibile che la manovra pesi prevalentemente sulle regioni, un unicum in Europa dove anche chi fa tagli più duri dei nostri non incide così duramente sui poteri decentrati. In questo scenario l’idea di una verifica seria e non demagogica sulla spesa delle regioni è giusta e
doverosa. Basta con le provocazioni che fanno delle regioni l’entità ove si annida lo spreco. Fare chiarezza è nell’interesse di tutti. Si faccia una verifica che accerti come, dove e chi spende al fine di colpire le vere inadempienze. E’ inverosimile che Tremonti sostenga che nei ministeri si
risparmia e che ora tocchi alle regioni proprio quando nella sua relazione tecnica si evidenzia esattamente l’opposto: le regioni risparmiano e lo stato spende”.

Michele Ventura, vicepresidente vicario dei deputati del PD commentando la decisione della conferenza dei governatori, ha dichiarato che “con la decisione delle Regioni di restituire allo Stato le competenze affidate al territorio con il federalismo amministrativo, la cosiddetta legge Bassanini che ha davvero aperto la strada del decentramento, la verità viene definitivamente a galla. L’era della propaganda federalista e della verità centralista realizzata da questo governo Pdl-Lega è finita”.

“Impossibilitati a continuare a gestire per i tagli di questa manovra il trasporto locale, il mercato del lavoro, la viabilità, la protezione civile, gli incentivi, alle imprese, i presidenti delle Regioni ne restituiscono allo Stato la responsabilità. Fine del Federalismo e fine delle bugie - conclude Ventura - perché le mani nelle tasche dei cittadini stanno per essere messe e pesantemente e l’unica cosa che vuole fare il governo è scaricarne sugli Enti locali la responsabilità”.

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