giovedì 5 novembre 2009

OSPEDALE DI CASTELFRANCO

QUALE FUTURO PER L’OSPEDALE DI CASTELFRANCO? IL PD DI CASTELFRANCO VENETO INCONTRA GLI OPERATORI SOCIO-SANITARI

La difficile situazione in cui versa la sanità della Castellana, in particolare l’ospedale, impone una seria riflessione basata sulle statistiche della mobilità interaziendale, sulle conseguenze economiche del project financing, sulla forte mobilità del personale medico e non solo.

Agenda dell’incontro:
• La situazione dell’ospedale e le principali linee di tendenza - Bernardino Spaliviero consigliere comunale del Partito democratico
• Discussione
• Conclusioni - Claudio Rizzato consigliere regionale del Partito democratico

Sono invitati medici, infermieri, tecnici, tutti gli operatori sanitari ed amministrativi e le rappresentanze sindacali.

Mercoledì 11 novembre ‘09 ore 20.45
Sede PD, via Matteotti 14/a



Resoconto della serata già pubblicato su uncastellanomidisse:

È in atto una grave dispersione del patrimonio di competenze ed esperienze che hanno costituito il patrimonio professionale più rilevante degli ospedali dell'Ulss 8. L'abbandono di questi professionisti, medici, ma non solo medici, avviene in diverse forme, tutte principalmente caratterizzate dalla volontà di lasciare un ospedale dove i sanitari lavorano in disagio professionale sempre più evidente.

Mercoledì 11 novembre in un'affollata riunione nella quale il Partito democratico di Castelfranco ha incontrato gli operatori socio-sanitari si è discusso della difficile situazione della sanità dell'Ulss 8 e delle principali linee di tendenza della politica regionale che il centrodestra al governo del Veneto sta attuando.

Nella riunione, introdotta dal consigliere comunale Bernardino Spaliviero e che ha visto la partecipazione del consigliere regionale Claudio Rizzato, si è discusso a lungo della situazione della sanità castellana e degli ospedali di Castelfranco e Montebelluna. Si è constatato con vive testimonianze oltre che con l'intervento delle forze sindacali come l'Ulss 8 stia vivendo uno dei momenti peggiori della sua storia.

La radice della questione sta nelle forme concrete con le quali il project financing sta condizionando la complessa attività ospedaliera; la situazione è però aggravata dal comportamento e dalle scelte dell'attuale direttore generale. L'esempio più eclatante è la dissipazione dell'attività chirurgica Orl e dell'endocrinologia, con le dimissioni del dottor Caon e del dottor Gasparoni; inutile è stato l'allarme lanciato nel consiglio comunale di Castelfranco il 22 dicembre del 2008, attraverso un'interrogazione urgente del Partito democratico, nella sostanziale assenza di iniziativa dell'amministrazione comunale. A questo si aggiunge il ritardo nel procedere con i bandi di concorso, ritardo che ha determinato la scelta di diverse professionalità presenti nel territorio (soprattutto infermieri) di rivolgersi presso Ulss limitrofe.

Profondo disagio è stato manifestato dai partecipanti all'incontro, con interventi dei rappresentanti sindacali provinciali Cgil e Cisl e di singoli operatori che hanno, fra l'altro, ripetutamente richiamato la vertenza non ancora conclusa per il riassetto degli incarichi dei coordinatori delle unità operative (ex caposala e capotecnici).

Nell'Ulss 8 la carenza di personale sta seriamente mettendo in discussione la capacità di garantire gli stessi livelli essenziali di assistenza. A questa situazione si risponde con una serie di misure necessarie per difendere la valenza degli ospedali di Montebelluna e Castelfranco ed il bene prezioso costituito dalla sanità pubblica:
a. L'immediata modifica di atteggiamento della direzione: nell'ULSS 8 vi sono competenze, professionalità, esperienze degli operatori che vanno ascoltate, rispettate, valorizzate e coltivate perché rappresentano un vero patrimonio per il nostro territorio. Le figure professionali vanno impiegate considerando lo sviluppo che le professioni hanno compiuto in questi ultimi anni. Utilizzare alcune professioni secondo modelli superati determina un utilizzo improprio del personale, lo svilisce dal punto di vista professionale e ne limita le potenzialità.
b.
Un deciso impegno dell'azienda per implementare l'attuale organico. Va esercitata pressione nei confronti della Regione per autorizzare l'assunzione in deroga. Le modalità ed i criteri con i quali si sceglie il personale devono cambiare; le "nomine politiche" determinano lo scadimento della qualità dell'assistenza e della cura.
c.
Una decisa modificazione del clima aziendale; vanno riconsiderate alcune scelte fin qui compiute che hanno portato al suo degrado. In una fase nella quale le scarse risorse a disposizione richiedono coesione, si è creata una condizione di "competizione interna" che non sempre ha premiato la professionalità.
d. Il ripiano strutturale del bilancio; la Regione Veneto deve farsi carico dell'intero onere finanziario generato dal Project Financing rimettendo a carico del pubblico la gestione di quei delicati servizi che hanno impatto diretto sulle prestazioni sanitarie (es. manutenzione degli apparecchi elettromedicali ed il sistema informativo/informatico, questo ultimo determinante per il governo dell'azienda).
e.
La piena presa di responsabilità da parte della conferenza dei Sindaci i quali sono i garanti dell'applicazione del diritto alla salute. E' evidente il legame tra prestazioni ospedaliere e servizi sociosanitari del territorio, pertanto va garantita la continuità assistenziale senza scaricare sul sociale, e quindi sui comuni e sui cittadini, costi di cure che hanno prevalente carattere sanitario. I sindaci devono recuperare il principio del "bene comune" e quindi della "solidarietà sociale delle comunità locali" di cui proprio i Sindaci sono per definizione la massima espressione.

Sul piano regionale si è constatato come la politica del project financing, iniziata a Castelfranco nel 2004, venga diffusa in tutta la regione attraverso una decina di progetti già in itinere e fortemente sospettati di favorire ambienti imprenditoriali legati al centrodestra. Sulla base delle esperienze note, come quella dell'Ulss 8, si può facilmente capire che le ricadute di questi progetti saranno determinanti nel minare alla radice una politica (quella del passato) che legando l'investimento in servizi sanitari ad una politica sociale di forte integrazione sul territorio, permetteva di dire che il modello socio-sanitario del Veneto era uno dei migliori al mondo ed esempio per tutti. Oggi non è più così. La continua restrizione dei bilanci ed il favore verso i privati che entrano a pieno titolo nella gestione della sanità regionale veneta porterà ad uno scadimento delle prestazioni sanitarie e, nella sostanza, a minare il diritto costituzionale alla salute.


Già oggi il 30% della spesa sanitaria in Veneto è a carico delle famiglie e tale percentuale è destinata a crescere se, come dice di voler fare Galan, sarà eliminata l'addizionale regionale Irpef dello 0,5 per mille. Su questo fronte il Pd è impegnato da tempo ed il fatto che proprio l'11 novembre sia iniziata in regione la discussione della legge sulla non autosufficienza, presentata dal Pd, è un fatto di grande rilevanza.

La politica regionale della salute deve cambiare in modo sostanziale; senza questi cambiamenti non sarà possibile garantire nel concreto il diritto alla salute per cui il Pd chiede:

1. Un piano regionale della sanità veneta (l'ultimo piano è del 1996) che rafforzi il nostro modello a forte integrazione tra sanità e sociale.

2. La modifica dei criteri di nomina dei direttori generali delle Ulss: devono essere nominati dalle conferenze dei sindaci i quali rispondono ai cittadini della tutela della salute.

3. La cessazione di una deriva privatistica che compromette seriamente i livelli di servizio socio-sanitari. La sanità non può diventare un business per pochi ma deve continuare ad essere un bene di tutti.

4. La difesa degli stanziamenti di bilancio che devono garantire la fornitura dei servizi in chiave universale: il diritto alla salute è di tutti e non solo di chi se lo può permettere.

5. Il finanziamento del fondo per la non autosufficienza per aiutare le famiglie con anziani non autosufficienti e disabili.


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