domenica 30 maggio 2010

Assemblea 21-22 maggio 2010 - Giustizia

Il programma fondamentale del Partito democratico per la giustizia si chiama Costituzione repubblicana

Il programma fondamentale del Partito Democratico per la Giustizia si chiama Costituzione repubblicana.
La nostra idea di riforme ha come obbiettivo la piena attuazione del modello di giurisdizione e del sistema di garanzie contenuti nella nostra Carta fondamentale. Le nostre proposte riformatrici mirano a realizzare pienamente l’ uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge .
Per questo non possono restare mere disposizioni non solo l’art. 3, ma anche l’insieme delle norme costituzionali che regolano il funzionamento della giustizia: la presunzione di non colpevolezza sino a condanna definitiva, il diritto alla ragionevole durata del processo, il diritto alla difesa garantito anche ai non abbienti, la finalità riabilitativa della pena.
Attuare la Costituzione significa prima di tutto rimuovere le vere emergenze che caratterizzano il servizio giustizia e che impediscono l’esercizio di diritti fondamentali, significa garantire un giusto processo che per tempi e modalità riduca il rischio di discriminazioni originate da differenze sociali, di razza o di sesso, sia per chi è imputato, sia per chi fa valere un suo diritto o è parte offesa o vittima di un reato.
Per questo, infine è necessario adeguare l’ordinamento in modo funzionale al pieno perseguimento di questi obbiettivi,anche valorizzando e qualificando l’attività e la professionalità di tutti gli operatori del servizio giustizia. L’attuazione di un sistema efficace e rapido di regolazione dei conflitti, di attuazione e tutela dei diritti e di coercizione dei doveri è uno dei problemi più seri di tutti i grandi paesi democratici, ovunque oggetto irrisolto di un continuo divenire critico.


1. LE EMERGENZE

A) La giustizia civile
Va affrontata quella vera e propria ipoteca sulla competitività rappresentata dal cattivo funzionamento della giustizia civile, che è causa dell’inadeguata tutela del credito, della difficoltà ad investire nel nostro paese, dell’incertezza dei rapporti tra privati, del protrarsi di conflitti familiari, talvolta drammatici.
Le cause civili attualmente pendenti sono più di 5 milioni (con una crescita media annua del 7,5 per cento). Per avere giustizia oggi un cittadino attende anche fino a sette anni e mezzo e, una volta giunta la sentenza, questa risulta spesso priva di qualsiasi effetto positivo per chi intendeva far valere un proprio diritto.
Il Partito Democratico sostiene la necessità dell’unificazione e semplificazione dei riti processuali e auspica che il governo porti presto alla discussione delle Camere i relativi decreti legislativi. In ogni caso il Partito Democratico, anche al di là di detti decreti, proporrà degli interventi di unificazione per alcuni procedimenti come quelli relativi all’affidamento dei figli naturali, di separazione e divorzio che, nonostante l’omogeneità della materia, conoscono diversità di riti e finanche di competenza per materia. Occorre, inoltre, lavorare a una riforma del processo previdenziale che liberi i tribunali del lavoro e consenta di risolvere in tempi accettabili le controversie che riguardano la tutela dei diritti dei lavoratori e che oggi subiscono spesso gli stessi tempi della giustizia civile.
Occorre poi assicurare adeguate garanzie attuative del c.d. “calendario del processo”, con un regime di preclusioni e decadenze, che sanzionino adeguatamente l’inattività o la violazione dell’obbligo di tempestività e diligenza di tutti i soggetti processuali. Va estesa anche ai giudici di pace l’incompatibilità territoriale, così come va rivista la disciplina dei conflitti di competenza. Inoltre, occorre valutare nelle controversie relative a diritti disponibili, come considerare la contumacia ai fini dell’ammissione dei fatti di causa. Per quanto riguarda la class action è necessario vigilare per rimuovere gli ostacoli che non consentono la sua piena operatività, evitando che si formino aree di degiurisdizionalizzazione caratterizzate dall’affievolimento della professionalità e qualità della tutela, ma anzi valorizzando la partecipazione dei tecnici alle procedure non contenziose. Occorre favorire il buon esito dei procedimenti di mediazione e conciliazione, eliminando l’obbligatorietà per alcune materie e garantendo l’assistenza obbligatoria, nonché prevedendo requisiti di professionalità e competenza per l’accesso all’albo dei mediatori. Garantire il corretto funzionamento del gratuito patrocinio sia in ambito penale che civile, e riordinare la difesa d’ufficio in sede penale per dare piena attuazione al principio costituzionale del diritto di difesa e di tutela per tutti i cittadini.


B) L’organizzazione
L’efficienza del sistema giudiziario presuppone necessariamente un’efficace distribuzione sul territorio nazionale degli uffici giudiziari e l’adeguatezza della loro struttura dimensionale. Per questo la revisione della geografia giudiziaria da un lato e delle dimensioni degli uffici giudiziari dall’altro, rappresenta una priorità da perseguire prevedendo l’individuazione di una rete omogenea di tribunali ordinari secondo criteri obbiettivi di prossimità di tipo socioeconomico e territoriale, con particolare attenzione alle zone di forte criminalità organizzata, a quelle con intensa densità abitativa e ove vi sia una rilevante domanda di giustizia, nonché ulteriori criteri che saranno individuati dopo il confronto con i territori.
Allo stesso tempo si dovrà procedere verso l’incremento delle risorse strumentali e umane, attualmente del tutto insufficienti e sproporzionate rispetto ai carichi di lavoro degli uffici, e verso la completa ed effettiva informatizzazione (e telematizzazione) del procedimento, semplificando il regime delle notifiche, tenuto conto della recente introduzione delle modalità di notifica tramite posta elettronica certificata. E’ necessario incentivare la gestione manageriale degli Uffici giudiziari, anche affiancando al magistrato dirigente giudiziario la figura del manager dell'Ufficio Giudiziario, con autonome e precise responsabilità.
Sul territorio nazionale esistono alcuni esempi di riorganizzazione degli uffici che hanno permesso un migliore impiego delle risorse già esistenti con risultati concretamente apprezzabili. Si può sin da ora avviare un’indagine conoscitiva sulle varie esperienze in campo, nonché sulle sperimentazioni già maturate in alcune sedi, per elaborare protocolli organizzativi e procedurali che possono essere oggetto di proposte di legge in grado di estendere tali migliori pratiche tenendo conto delle peculiarità dei territori. Con riferimento alle esperienze già maturate assume particolare rilievo quanto sperimentato in diversi distretti giudiziari del nostro paese circa l’impiego degli strumenti informatici.

C) Il carcere
La situazione nelle carceri italiane è drammatica per il sovraffollamento (con il numero dei detenuti che aumenta di oltre 700 unità al mese), per la carenza di personale di sorveglianza e per l’insufficienza di personale in grado di fornire assistenza sociale e psicologica in carcere. Questa situazione porta al numero incredibile di suicidi che ogni anno si susseguono e vanifica completamente la previsione costituzionale della finalità rieducativa della pena. E’ necessario ampliare la tipologia delle misure alternative alla pena detentiva in favore di quelle specificamente supportate da progetti professionalmente strutturati volti al reinserimento sociale, fondati su attività di giustizia riparativa a favore delle vittime dei reati o da programmi di istruzione, di formazione professionale e di inserimento lavorativo. Per fare ciò non si può prescindere dall’adeguare le piante organiche riferite al personale di Polizia penitenziaria e alle figure degli educatori, degli assistenti sociali e degli psicologi, avviando un nuovo piano di assunzioni (almeno 1.000 unità per queste ultime figure professionali), che garantisca le risorse umane e professionali necessarie all'attivazione delle nuove strutture penitenziarie.
Crediamo debbano essere riviste anche le norme sulla custodia precautelare e sulla custodia cautelare in carcere limitandola a criteri più stringenti per il suo utilizzo, anche al fine di eliminare quei meccanismi che concorrono al sovraffollamento con detenzioni in attesa di giudizio. Per garantire il rispetto della dignità dei detenuti proponiamo l'istituzione a livello nazionale del Garante dei diritti dei detenuti, un soggetto che possa coordinarsi con i garanti regionali e comunali e con la magistratura di sorveglianza. Infine, chiediamo l’introduzione del reato di tortura nel codice penale.


2. I TEMPI DEL PROCESSO PENALE E LE GARANZIE

Garantire una giustizia efficiente ed equa al servizio dei cittadini significa intervenire sui tempi della giustizia. Per questo proponiamo di modificare alcuni aspetti del processo penale che si presentano come non funzionali e farraginosi.

A) Semplificazione del regime delle notifiche tenendo conto della recente introduzione delle modalità di notifica tramite posta elettronica certificata.
Neutralizzare gli effetti di tutte quelle disposizioni che, contenendo una serie di garanzie meramente formali, prive di utilità sostanziale sotto il profilo dell’effettivo esercizio del diritto di difesa, si risolvono in realtà in un’inutile dilatazione dei tempi del processo.
Parimenti utile sarebbe ampliare l’utilizzo della polizia giudiziaria territorialmente competente in sostituzione degli ufficiali giudiziari, nei casi di assoluta urgenza e nei casi di notifica di atti di indagine o provvedimenti che la stessa polizia giudiziaria è delegata a compiere o è tenuta ad eseguire.
L’utilizzo della posta certificata in via ordinaria, consente un evidente risparmio di tempo e di risorse e al tempo stesso evita di dover inutilmente comprimere le garanzie legate all’effettivo esercizio del diritto di difesa.

B) Semplificazione del sistema delle nullità processuali
Prevedere uno sbarramento generalizzato per la loro proposizione.

C)Modificazione del regime della contumacia
I processi conclusi a carico di imputati di fatto irreperibili, dichiarati contumaci, rischiano di essere processi che rimangono sulla carta, mentre qualora l’imputato venga successivamente reperito il processo deve essere quasi sempre celebrato di nuovo. Sospendere il processo (e il corso della prescrizione) una volta accertata l’irreperibilità di fatto è una misura utile per razionalizzare e ridurre il carico dei procedimenti. Occorre inoltre prevedere che il processo prosegua nei confronti dei coimputati e che, nell’interesse delle parti offese, acquisizioni urgenti e prove non più acquisibili possano essere raccolte dal tribunale.

D)Riordino della disciplina dell’udienza preliminare
Riformare la disciplina dell’udienza preliminare in modo da sfruttare appieno la sua potenzialità quale momento di preparazione del futuro giudizio.
Inoltre, l’avviso di conclusione delle indagini con conseguente deposito ed accesso agli atti deve essere notificato anche alle parti offese.

E) Rivisitazione del sistema delle impugnazioni
Riduzione dei casi di ammissibilità e proponibilità del ricorso alla Suprema Corte di Cassazione. Alcune attribuzioni della Corte di Cassazione, quale giudice dell’impugnazione su provvedimenti in cui l’esame di legittimità non può essere prevalente, devono essere trasferite alle corti di appello (impugnazione dell’ordinanza di archiviazione nei casi di difetto di contraddittorio camerale e della sentenza di non luogo a procedere emessa all’esito dell’udienza preliminare).
Inoltre deve essere limitata la possibilità di ricorso per cassazione avverso le sentenze di patteggiamento solo ad alcune tipizzate ipotesi di violazione di legge.
Infine, una riforma della procedura di dichiarazione di alcuni casi di inammissibilità nel senso di predisporre una più rapida procedura di rilevazione per i casi di mancanza dei presupposti.
E’ necessario eliminare la sospensione feriale dei termini processuali, come già previsto per i reati di criminalità organizzata.

F) Riduzione del carico di lavoro che grava sugli uffici inquirenti mediante la diminuzione del cosiddetto “Flusso in entrata”
Per mantenere fermo il principio dell’obbligatorietà dell’azione penale, garanzia di eguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge, a fronte di un carico di procedimenti penali che non ha pari con gli altri paesi europei con i quali normalmente ci paragoniamo, occorre confrontarsi con soluzioni che mirano a darle la necessaria effettività, introducendo moduli di flessibilità del suo concreto operare.
In questo senso vanno quelle proposte che prospettano la richiesta di archiviazione per “Irrilevanza penale del fatto” o “particolare tenuità dell’offesa” allorquando, pur sussistendo astrattamente la fattispecie di reato, il fatto non rivesta in concreto ad una prima delibazione la necessaria offensività per giustificare l’impiego della costosa risorsa del processo.
La “definizione” della particolare tenuità del fatto deve essere ampia e possibile già nella fase delle indagini preliminari. Va introdotto anche per gli adulti l’istituto della messa alla prova previsto per i reati puniti con pena diversa da quella detentiva o con pena detentiva non superiore nel massimo a tre anni. E’ necessario, soprattutto, ridurre l’ipertrofia delle norme penali procedendo ad una riforma del codice penale che riduca l’area di intervento derubricando verso forme alternative, più efficaci anche sotto l’aspetto sanzionatorio (ad esempio illeciti e sanzioni di natura amministrativa, non solo pecuniaria ma anche restitutoria, ripristinatoria o riparatoria), abbandonando la tendenza ad intervenire solo attraverso l’incremento dei fatti reato.

G) L’obbligatorietà dell’azione penale
L’obbligatorietà dell’azione penale va rafforzata, resa effettiva e trasparente per garantire l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Oggi l'elevatissimo numero di procedimenti non consente alle procure di perseguire con la stessa tempistica tutti i fatti penalmente rilevanti. Per questo devono essere individuate delle priorità che non siano rimesse al singolo magistrato ma bensì siano ricondotte al potere generale di programmazione dell’attività dell’ufficio. Per questo sosteniamo i contenuti di una nostra proposta di legge che mira a procedimentalizzare l’esercizio di questo potere, all’individuazione delle scelte di priorità nell’esercizio dell’azione penale secondo un modello partecipato, che tenendo conto delle risorse disponibili preveda il coinvolgimento di una serie di soggetti qualificati sul territorio. Questa procedura trova completamento nel vaglio successivo Consiglio superiore della magistratura e nella comunicazione del Ministro alle Camere.


3. L’INDIPENDENZA ED ORGANIZZAZIONE DELL’ORDINE GIUDIZIARIO

L’indipendenza e l’autonomia della magistratura, valori qualificanti in quanto garanzia per i cittadini di eguaglianza, non si poggiano soltanto sulla norma costituzionale che le prevede, si fondano anche sul prestigio di cui l’ordine giudiziario gode.
Per questo vanno individuate le procedure per l’esercizio dell’autogoverno più idonee a realizzare l’impiego dei magistrati secondo criteri ispirati al merito e alla trasparenza. Negli ultimi decenni il Consiglio Superiore della Magistratura, organo di autogoverno della magistratura ordinaria e garante dell'autonoma e dell'indipendenza della magistratura dagli altri poteri dello Stato, è stato più volte oggetto di interventi legislativi l'ultimo dei quali, la legge n. 44 del 2002, è stato certamente quello che ha prodotto gli effetti più negativi. La riduzione del numero dei membri elettivi e la riforma del sistema elettorale della componente togata hanno avuto una non indifferente influenza sull'attività del Consiglio, specie per quella disciplinare. La deleteria logica correntizia nelle decisioni assunte non è stata affatto attenuata né il minor numero dei componenti ha reso più efficace il compito degli eletti. E' quindi necessario, dopo l’imminente rinnovo, da realizzarsi, visti i tempi stretti, con la legislazione vigente, un nuovo intervento del Parlamento affinché il CSM possa esprimere con pienezza di poteri il suo ruolo di organo di rilievo costituzionale.
Un nuovo sistema elettorale deve avere come obiettivo l'attenuazione dell'influenza delle correnti nelle designazioni dei posti messi a concorso. Nelle scorse legislature Ds e Margherita hanno presentato disegni e progetti di legge che avevano proprio questa finalità e che dovrebbero essere presi di nuovo in considerazione. Egualmente importante è ampliare il numero degli eletti non solo perché i magistrati, togati e non, sono ormai giunti a quasi ventimila, ma soprattutto per rendere più efficace ed utile il lavoro delle commissioni. In particolare deve essere rafforzata la Sezione disciplinare che ha cognizione dei procedimenti a carico dei magistrati ordinari. Dopo la riforma dell'ordinamento giudiziario che ha tipizzato le diverse fattispecie di illeciti di natura deontologica e ha riformato le regole del procedimento è assolutamente indispensabile che l'organo con funzioni decisorie abbia una maggiore ampiezza per far fronte a tutti gli esposti che ad esso sono presentati. L’esercizio dell’azione disciplinare nei confronti dei magistrati - nel quadro dell’attuale assetto costituzionale e salvo una valutazione più complessiva per la quale si rinvia al lavoro del Forum sulle riforme - deve essere regolato attraverso procedure che garantiscano una più netta separazione, pur sempre in seno al Csm, delle funzioni amministrative da quelle giudicanti.
In tal senso è ipotizzabile una sezione separata del Consiglio Superiore per l’esercizio dell’azione disciplinare. La legge 44/2002 ha ridotto il numero dei membri effettivi della sezione disciplinare da 9 a 6 e si è così inevitabilmente attenuata la capacità di controllo del Consiglio sulle condotte deontologicamente scorrette dei magistrati. L'esigenza di rafforzare la sezione disciplinare non risponde solo all'esigenza di rendere più rigoroso e penetrante il controllo sulla professionalità dei magistrati ma è anche lo strumento perché i cittadini tornino ad esprimere il loro apprezzamento per l'affidabilità dell'ordine giudiziario.
E’ necessario definire una normativa che affronti il tema dell’incandidabilità dei magistrati nelle istituzioni elettive secondo le recenti indicazioni del Csm in proposito, estendendo alle elezioni regionali ed europee quanto già previsto per le elezioni politiche.
E’ necessario favorire la specializzazione dei magistrati, in particolare nel settore dei diritti fondamentali (famiglie e minori, diritti della persona, libertà personale, espulsioni). Ed in particolare la specializzazione delle sezioni per le tematiche economiche.
Occorre avviare una riflessione sulle giurisdizioni contabile e amministrativa, per assicurare maggiore trasparenza nell’operato della Pubblica Amministrazione e maggiori garanzie di tutela dei diritti soggettivi del cittadino e quelli della collettività, nel quadro di un sempre più forte indirizzo all’unitarietà della giurisdizione ed alla valorizzazione delle attività specializzate. Infine si dovrà porre rimedio alle riforme deleterie del governo in materia di depotenziamento degli strumenti di indagine (intercettazioni), che impediscono un serio contrasto alla lotta alla corruzione e al crimine organizzato, senza tutelare la riservatezza e senza garantire ai cittadini il diritto all’informazione.


Su questi punti intendiamo promuovere il più ampio confronto con tutti gli operatori del diritto, a partire dalla rappresentanza della magistratura, che consenta un adeguato monitoraggio sull’efficacia delle modifiche introdotte recentemente nell’ordinamento.

Prime nomine del consiglio comunale

Nella seduta del 28 maggio 2010 il Consiglio Comunale di Castelfranco ha nominato i rappresentanti nelle commissioni consiliari, nella commissione edilizia, e la rappresentanza consiliare nella Pro Loco e negli elenchi dei giudici popolari.

Commissioni consiliari.

Urbanistica: Stefano Pasqualotto, Cristian Antonello, Beppino Antonello, Massimo Scandolara (Lega); Sebastiano Sartoretto (Pd-LDS), Ivano Battocchio (Vivere), Fiorenzo Basso (Pdl);

Lavori Pubblici: Luca Guidolin, Beppino Antonello, Michael Didonè, Massimo Scandolara (Lega); Alberto Sartor (Pd-LDS), Loris Stocco, Fiorenzo Basso (Pdl);

Sanità: Walter Andreatta, Oscar Trentin, Stefano Pasqualotto, Cristiano Perin (Lega); Claudio Beltramello (Pd-LDS), Loris Stocco (Vivere), Franco Muschietti (Pdl);

Cultura: Patrizia Bisinella, Oscar Trentin, Gherardo Battistel, Tiziana Milani (Lega); Donata Sartor (Pd-LDS), Ivano Battocchio (Vivere), Fiorenzo Basso (Pdl);

Bilancio: Gianluca Didonè, Valeriano Beraldo, Pietro Pellizzari, Andrea Ballan (Lega); Lorenzo Milani (Vivere), Michele Baldassa (Pd-LDS), Elena Magoga (Idv);

Ambiente: Cristiano Perin, Franco Vanzo, Walter Andreatta, Cristian Antonello (Lega); Bernardino Spaliviero (Pd-LDS), Ivano Battocchio (Vivere), Fiorenzo Basso (Pdl).

Commissione Edilizia: ing. Baraciolli Fabrizio, avv. Primo Michielan, Fabrizio Dal Molin (agronomo), geom. Ruggero Chiminello; arch. Alessandro Boldo, arch. Maurizio Trevisan, arch. Maria Grazia Lizza.

Edilizia integrata: Sauro Gasparin, Piera Garbellotto.

Elenchi giudici popolari: Muschietti (Pdl), Bisinella (Lega).

Infine nella Pro Loco entrano: Michele Baldassa (Pd-LDS), Gherardo Battistel (Lega).

sabato 22 maggio 2010

Gruppo unico in consiglio comunale

Il Partito Democratico di Castelfranco ha dato vita insieme all'iniziativa civica di Donata Sartor al gruppo unico in consiglio comunale denominato "Partito Democratico - Lista Donata Sartor". Il gruppo è composto da: Donata Sartor, Sebastiano Sartoretto, Michele Baldassa, Claudio Beltramello, Alberto Sartor e Bernardino Spaliviero. Il gruppo unico in consiglio comunale è il miglior modo di confermare un percorso unitario di ampliamento dell'area democratica, percorso intrapreso con le ultime elezioni amministrative e del tutto coerente con l'ispirazione originaria del PD.

mercoledì 19 maggio 2010

Federalismo demaniale: una nota del Sen. Morando

La recente, drammatica crisi esplosa in Europa trova le sue cause profonde in squilibri macroeconomici di lungo periodo - Paesi come la Germania, in sistematico surplus commerciale e di bilancia dei pagamenti, che convivono nella stessa area monetaria con Paesi in cronico deficit; crescenti divari di produttività del lavoro e dei fattori, non compensati da adeguata mobilità dei fattori stessi; eccesso di indebitamento privato (edilizia e banche), che ora è diventato deficit pubblico (U.K. e Germania) - ma ha trovato le sue più violente manifestazioni sui bilanci pubblici (il collasso della finanza pubblica in Grecia e la concentrazione degli attacchi speculativi sui titoli pubblici di altri Paesi), fino a mettere in discussione il futuro stesso della moneta unica. L'intervento di emergenza messo in atto dai Governi dalla Commissione e dalla BCE - ciascuno nella propria autonomia, ma con un rafforzamento della cooperazione - ha per ora evitato il collasso.
La gravità del rischio corso dovrebbe e potrebbe spingere finalmente ad una maggiore armonizzazione delle politiche fiscali e di gestione dei debiti pubblici. Segnali in questo senso vengono anche dalla Germania, il cui Governo - anche per la pressione esercitata dall'Amministrazione USA - sembra ora richiedere una sorta di "Finanziaria" Europea.

È invece già certo che la revisione dei Trattati sarà orientata a riconoscere centralità al tema del volume globale del debito pubblico, rispetto al parametro - dominante nella prima fase dell'Euro - del deficit. L'Italia ha un elevatissimo (e di nuovo crescente) volume globale del debito pubblico. Quindi, il sistema Paese è vitalmente interessato a consolidare il suo merito di credito. Qualsiasi iniziativa che abbia a riferimento il debito, il patrimonio che lo garantisce, il merito di credito del Paese deve dunque essere assunta senza mai perdere di vista questo contesto.

Il decreto legislativo sul cosiddetto federalismo demaniale non presenta - così com'è stato costruito e presentato alle Camere - questo fondamentale requisito: esso infatti indebolisce la funzione di garanzia svolta dal patrimonio dello stato rispetto al debito pubblico: i beni patrimoniali in elenco, infatti, sono certamente inseriti nell'attivo del Conto patrimoniale dello Stato centrale, a fronte del passivo costituito dallo stock del debito pubblico in capo alle Amministrazioni centrali. Di qui, l'indebolimento delle garanzie: se questi beni "divorziano" dal debito, senza che il decreto nulla dica sul governo di quest'ultimo...

Non si tratta solo di un argomento sostenibile in via generale, quasi di principio (anche se il principio è solidissimo e dovrebbe essere tenuto ben fermo: il patrimonio garantisce il debito, quindi il debito va dove va il patrimonio): nella legislazione vigente resta infatti intatto il comma 5 dell'art. 1 della L.F. per il 2006, che stabilisce che i proventi derivanti da dimissione o alienazione del patrimonio immobiliare siano destinati a riduzione del debito, confluendo nel Fondo ammortamento del debito pubblico.

Connessa a questo più rilevante problema, emerge una seconda questione: qual è il valore di mercato degli immobili in gestione? Nel decreto, il riferimento è ai valori di libro. Una risposta potrebbe venire - avrebbe già dovuto essere venuta - dalla corretta applicazione del comma 222 della L.F. per il 2010, che obbligava tutte le Amministrazioni che hanno in utilizzo o detengono beni immobiliari a compilarne un elenco, entro il 31 marzo 2010. La L.F. 2010 associa alla applicazione di questo comma un risparmio, nel 2011, di 65 mln di Euro. Passi per il futuro risparmio. Ma questo elenco c'è o no? Se c'è, perché il Governo non lo usa in sede di definizione del valore degli immobili? Se non c'è, quali sanzioni sono state comminate ai dirigenti che, con la loro inadempienza, causano un danno all'erario e un così grave deficit di conoscenza al decisore politico?

Risulta infine evidente una terza questione: gli immobili oggetti del decreto danno luogo oggi ad un reddito (stimato in 189 mln). Ma questo reddito sarà certamente il frutto di una sottrazione, tra il ricavato e i costi di gestione. Il loro trasferimento alle Autonomie non può avvenire nella più completa ignoranza sui costi. Per il Bilancio dello stato centrale, il problema viene risolto agendo sui trasferimenti. Ciò che appare inaccettabile per due ragioni: la prima, è la diversa "natura" delle risorse che si vogliono compensare (trasferimenti contro reddito da patrimonio immobiliare), che confonde parte capitale e parte corrente delle entrate; la seconda ha a che fare con la difficile composizione dei tempi del trasferimento/gestione degli immobili rispetto a quelli della riduzioni dei trasferimenti.

Una cosa deve essere chiara: nessuno dei tre problemi sollevati deve essere usato per rinviare o, peggio, non realizzare una vasta operazione di "federalismo demaniale". Al contrario, bisogna fare di più e meglio.
In primis, dovrebbero essere fermi due principi generali:
a.il novero degli immobili interessati deve essere molto più ampio: in particolare, proponiamo di includervi gli immobili della Difesa; e molti beni "culturali" (perché le Autonomie dovrebbero "tutelare" questo patrimonio delle loro comunità meno e peggio dello Stato centrale?);
b.il patrimonio pubblico, garante del debito, sta col debito e va dove va il debito.
La migliore attuazione di questi due principi è certamente rappresentata dal conferimento di una quota maggioritaria del patrimonio pubblico - di tutto il patrimonio, quello dello stato Centrale e quello delle Autonomie - ad una Società che lo paga finanziandosi sul mercato e lo gestisce, attraverso operazioni di valorizzazione e alienazione. Questa Società dovrebbe essere a capitale interamente pubblico ed essere posseduta pro-quota (in base al patrimonio conferito) da Stato centrale ed Autonomie. L'intero volume delle risorse ricavate dalla vendita del patrimonio alla Società in questione dovrebbe essere portato a riduzione del debito.
A promessa della costituzione della società, un trasferimento di molti beni alle Autonomie (in particolare quelli che per essere valorizzati hanno bisogno dell'intervento attivo delle Autonomie stesse) è indispensabile, per una cooperazione tra Stato centrale e sistema autonomistico.
Naturalmente, se il Governo e la maggioranza non hanno la forza politica necessaria per procedere a questa vera e propria rivoluzione, nel rapporto tra stato centrale e Autonomie in tema di patrimonio, possono tuttavia essere apportate correzioni al testo del decreto che almeno non si mettano in aperta contraddizione con i due principi sopra enunciati.

sabato 8 maggio 2010

CORSO DI FORMAZIONE

CORSO DI FORMAZIONE PER GLI AMMINISTRATORI DEGLI ENTI LOCALI

GUIDA ALLA LETTURA ED INTEPRETAZIONE DEL BILANCIO ENTI LOCALI


PREMESSA - OBIETTIVI FORMATIVI

L’obiettivo del corso è fornire ai partecipanti conoscenze qualificate affinché siano in grado di provvedere alla lettura ed interpretazione dei documenti contabili degli enti locali, il bilancio di previsione ed il rendiconto della gestione. Il corso è rivolto agli amministratori e a tutti gli iscritti, in particolar modo ai giovani, che hanno interesse ad acquisire competenze fondamentali in materia di contabilità e finanza locale, per svolgere un domani nel migliore dei modi, l’attività politica di Sindaco, Assessore e Consigliere.


DOCENTE

Dott. Augusto Pais Becher, Revisore contabile e Ragioniere commercialista, Presidente Ancrel Club dei Revisori di Belluno, Esperto in economia e finanza locale, autore di pubblicazioni in materia di contabilità e finanza locale.

STRUTTURA SEDE E DURATA DEL CORSO

Il corso si svolge presso Villa Flangini ad Asolo (TV), dalle ore 9,00 alle ore 13,45.

29 maggio 2010 – Il bilancio, la programmazione e rendiconto, guida alla lettura dei documenti contabili

MATERIALE DIDATTICO

Dispense realizzate dal docente sulle tematiche svolte nei singoli incontri, fascicolo contenente la normativa vigente in materia di contabilità e bilancio degli Enti Locali.

PARTECIPAZIONE E QUOTA DI ISCRIZIONE

La quota di partecipazione, comprensiva del materiale didattico, è di € 25,00.

Oltre al materiale la quota è comprensiva del coffe break e del pranzo previsto alla fine dei lavori.

( la quota richiesta è a parziale copertura dei costi del corso che viene finanziato con risorse del partito provinciale)

PROGRAMMA DEL CORSO

Sabato 29 Maggio 2010

Ore 9.00 – Registrazione e consegna materiali

Ore 9.15 – Saluti ed introduzione al corso

Enrico Quarello – Segretario Provinciale PD Treviso

Davide Zoggia – Responsabile Nazionale Enti Locali

Simonetta Rubinato – Componente della V Commissione (Bilancio) della Camera

Laura Puppato – Capogruppo PD Regione Veneto

Ore 9.30 – Inizio lavori

GUIDA ALLA LETTURA ED INTEPRETAZION DEL BILANCIO ENTI LOCALI

1) La struttura del bilancio degli enti locali;

2) Iter di formazione del bilancio di previsione;

3) Il bilancio annuale e suoi allegati;

4) La relazione previsionale programmatica

5) Il bilancio pluriennale;

6) Il piano esecutivo gestione;

7) Gli equilibri di bilancio e le variazioni al bilancio;

8) Caso pratico esame e lettura di un bilancio di un comune;

Ore 11.30 – Coffe Break

Ore 11.45 - Ripresa Lavori

GUIDA ALLA LETTURA ED INTEPRETAZIONE DEL RENDICONTO DEGLI ENTI LOCALI

1) La gestione delle entrate, accertamenti e residui attivi;

2) La gestione delle spese, impegni e residui passivi;

3) Il conto del bilancio;

4) Il conto economico;

5) Il conto del Tesoriere;

6) Il conto degli agenti contabili;

7) Il passaggio dalla contabilità finanziaria alla contabilità economica con l’utilizzo del prospetto di conciliazione:

8) Caso pratico esame e lettura del rendiconto di un comune;

Ore 13.45 Pranzo


Per raggiungere la sede del Corso:

Via Foresto di Pagnano, 4, 31011 Asolo (TV) Tel: 0423.55622 Fax: 0423.520172

Link:

<http://maps.google.it/maps?f=q&hl=it&geocode=&q=via+foresto+di+pagnano,4+asolo+tv&sll=45.800324,11.901627&sspn=0.018041,0.04549&ie=UTF8&s=AARTsJqlqYV4N6LLHvCpytOIdGpcHN8NUg&view=map&hq=&hnear=Via+Foresto+di+Pagnano,+4,+31011+Asolo+Treviso,+Veneto&z=16>

10 proposte contro la crisi economica


Noi tifiamo per l’Italia che si rimbocca le maniche per uscire dalla crisi. Lo facciamo con proposte concrete e chiare. Come le 10 «buone pratiche» contro la crisi presentate da Enrico Letta, vice segretario del PD, il 19 aprile.


1.Sostegno a ricerca e innovazione. Proponiamo meccanismi per rendere automatici i crediti di imposta per le imprese che investono in innovazione e ricerca. Sul versante pubblico, a dispetto dei tagli operati dal governo alla ricerca, chiediamo di destinare una parte dei finanziamenti ordinari all’università per un piano straordinario per i ricercatori degli atenei italiani.

2.Riforma del fisco. Una riforma che si basa su un unico
obiettivo: la riduzione del peso fiscale su chi lavora e su produce. Chi “crea” sviluppo va premiato. Il tutto in considerazione dei due record negativi che l’Italia detiene tra i Paesi industrializzati: quello della più alta tassazione su chi lavora e produce e quello del più elevato livello di evasione ed elusione fiscale.

3.Riforma universale degli ammortizzatori sociali. Le nostre proposte mirano a estendere anche ai liberi professionisti, ai lavoratori delle piccole imprese e a quelli flessibili, con contratti a progetto o a tempo determinato, le tutele oggi appannaggio esclusivo dei dipendenti a tempo indeterminato delle grandi imprese.

4.Tempi certi per i pagamenti della PA. A fronte del fallimento del Piano del governo dell’autunno scorso, proponiamo misure immediate per accelerare i pagamenti alle imprese da parte della Pubblica Amministrazione coinvolgendo la Cassa Depositi e Prestiti.

5.Più libertà di scelta. Contro ogni logica corporativa o di conservazione dei privilegi esistenti, diciamo no a marce indietro nel processo di liberalizzazione delle attività economiche.

6.Giovani e lavoro. Per superare la precarietà cui sono esposti soprattutto i giovani e le donne con contratti flessibili proponiamo misure volte arginare l’attuale dualismo del mercato del lavoro tra “ipergarantiti” e “vulnerabili”. L’idea è quella di nuove tipologie di contratti di avvio al lavoro che consentano di uscire dalla scelta secca tra precariato e contratti a tempo indeterminato, in genere troppo onerosi per il datore di lavoro.

7.Semplificazione burocratica. Per agevolare il lavoro delle imprese e la vita dei cittadini, proponiamo un Piano di sburocratizzazione delle attività economiche e produttive attraverso estensione e il rafforzamento dello strumento del “forfettone”, la previsione di un’aliquota unica del mercato immobiliare e la generalizzazione degli automatismi.

8.Enti locali. Per superare le difficoltà di bilancio che molti enti locali devono fronteggiare, proponiamo una revisione dei vincoli del Patto di Stabilità interno che consenta di premiare le amministrazioni più virtuose e sanzionare solo quelle “spendaccione”. Chiediamo di conseguenza un Piano straordinario di finanziamento per le piccole opere pubbliche, da programmare e attuare con i territori.

9.Mezzogiorno e rinnovabili. Il Sud ha bisogno di un grande progetto che gli consenta di tornare a “respirare” e a essere competitivo, valorizzando il suo enorme patrimonio naturale e culturale. Per questo proponiamo subito un Piano straordinario per fare del Mezzogiorno la piattaforma logistica europea per le energie rinnovabili.

10.Gas e autonomia energetica. Siamo convinti che, in materia di politica energetica, l’Italia debba oggi mettere a frutto dieci anni di scelte bipartisan sull’approvvigionamento. Continuando a investire sul gas, oltre a essere consumatori possiamo diventare anche rivenditori.

domenica 25 aprile 2010

Festa di Liberazione, festa di tutti


Non piangetemi, non chiamatemi povero. Muoio per aver servito un’idea. (parole scritte con la punta di uno spillo, sulla copertina di una Bibbia, ritrovata nei pressi del luogo dove fu fucilato)
Guglielmo Jervis (ingegnere di 42 anni)

Mia adorata Pally, sono gli ultimi istanti della mia vita. Pally adorata ti dico a te saluta e bacia tutti quelli che mi ricorderanno. Credimi non ho mai fatto nessuna cosa che potesse offendere il nostro nome. Ho sentito il richiamo della Patria per la quale ho combattuto, ora sono qui... fra poco non sarò più, muoio sicura di aver fatto quanto mi era possibile affinché la libertà trionfasse. Baci e baci dal tuo e vostro Paggetto
Irma.
P.s. Vorrei essere seppellita a Sestola.

Eccole, le ultime parole di uomini e donne che morirono durante la resistenza. Giovani italiani che combatterono perché l’Italia potesse tornare libera, combatterono non solo per il proprio destino, ma anche per quello del loro Paese e che Giacomoi in un'email ha voluto ricordarci. Un sacrificio che oggi dobbiamo ricordare, più che mai. A loro dobbiamo la nascita delle nostre istituzioni democratiche.
Occorre ricordarlo al sindaco di Montichiari che nei giorni scorsi ha rifiutato la disponibilità di una piazza del comune per celebrare il 25 Aprile al Partito Democratico, diritto sancito dalla nostra Costituzione. Il sindaco di Mogliano Veneto, invece, aveva posto il divieto alla banda comunale di suonare “Bella Ciao”, in occasione delle celebrazioni per la Liberazione, consigliando, invece, l'inno al Piave. Protesta l'Anpi, ricordando che “Bella Ciao” è una "canzone di tutti". La decisione è stata quindi revocata e derubricata a “fraintendimento”, dopo le polemiche scatenatesi. Dietro a questi gesti c’è una chiara intenzione di cancellare e oscurale una memoria che deve essere, invece, considerata patrimonio comune di tutto il nostro paese. Valori che stanno alla base della nostra Carta Costituzionale.

Un valore, che sembra essere, per fortuna, ancora presente in molti ragazzi, visto che nel 2009 l’Anpi ha raggiunto i 110.000 iscritti, un boom dovuto ad una massiccia iscrizione di ragazzi sotto i 30 anni, convinti di poter contribuire alla stessa causa di chi allora scelse di combattere per riportare in Italia democrazia e libertà. Oggi a fronte di un 10% di iscritti over 80 c’è un 10% di iscritti tra i 18 e i 35 anni, una rivoluzione anagrafica resa possibile dal nuovo statuto che dal 2006 ha aperto le porte dell'Anpi a chiunque dichiari e sottoscriva di essere "antifascista". Una modifica dello statuto attuata perché, spiega Silvano Sarti, 84enne protagonista della Resistenza fiorentina e presidente dell'Anpi di Firenze: "Noi abbiamo combattuto per valori che tutti gli uomini hanno dentro, e che spetta a tutti difendere, in qualunque epoca, chi si associa all'Anpi, semplicemente ama la Costituzione e vuole difenderla. E chi deve scendere per primo in piazza se non dei giovani con le gambe buone?”

sabato 3 aprile 2010

6796 GRAZIE

6796 grazie è lo slogan che campeggia sui manifesti elettorali da oggi. Si tratta del risultato più importante che il centrosinistra abbia raggiunto negli ultimi 14 anni (cioè dalle elezioni comunali del 1996 con l'Ulivo). Un risultato che molti consideravano insperato e che vede il Partito Democratico protagonista di una vicenda elettorale che cade in un periodo di supremazia della Lega in tutto il Veneto. Il primo ringraziamento è per i candidati ed i sostenitori di questo progetto i quali hanno davvero fatto un lavoro eccezionale. Hanno cioè dimostrato che con l'impegno quotidiano e la passione è possibile gareggiare con chiunque. Hanno dato una speranza alla città di Castelfranco; la speranza di una amministrazione davvero vicina ai cittadini e non in mano a segreterie politiche lontane dalla città. E' per coltivare questa speranza e portarla al risultato finale che in queste ore continua l'impegno di tutti. Con i gazebo in piazza Giorgione, con il matriale da portare casa per casa, con il messaggio che ognuno di noi darà in questi giorni ad amici e conoscenti raccomandando di recarsi a votare l'11 e 12 aprile, turno di ballottaggio. E' fondamentale convincere quanti più elettori potenziali di Donata Sartor a recarsi alle urne, vincendo l'apatia e la rassegnazione: questa volta la possibilità c'è davvero e dipende da ognuno di noi.
Giuseppe Esposito
Coordinatore PD di Castelfranco

Un testa a testa con la lega

La giornata del 30 marzo 2010 sarà ricordata come una giornata storica. Nel corso delle prime ore della mattinata i rappresentanti di lista della coalizione si distribuivano per i seggi convinti che avrebbero assistito ad un testa a testa fra Donata Sartor e Lorenzo Milani. Le notizie del giorno prima (a Castelfranco Luca Zaia, candidato della Lega presidente in regione, conquistava in città oltre il 60% dei consensi e la lista regionale della Lega oltre il 43%) portavano a pensare che anche l'elezione comunale sarebbe stata segnata da una straripante forza della Lega.
Nella sede del Pd si iniziava a raccogliere i dati delle sezioni elettorali e fin dai primissimi risultati si evidenziava, per Donata Sartor, uno scarto di circa 10 punti percentuali in più rispetto al risultato del candidato sindaco del centrosinistra di 5 anni prima, Livio Frattin. Man mano che affluivano i dati si capiva che Dussin (candidato della Lega) risultava ridimensionato non solo rispetto allo Zaia del giorno prima ma anche rispetto al risultato della Lega in regione. Ben presto la situazione si chiariva: il testa a testa era fra Donata Sartor e Luciano Dussin con un distacco di oltre 10 punti percentuali per Lorenzo Milani. I risultati dello spoglio assegnavano a Donata Sartor il 35,83% a Luciano Dussin il 36,93% ed a Lorenzo Milani il 23,84%. Dallo 0,65 all'1,62 agli altri 3 candidati. Fra Sartor e Dussin meno di 200 voti. Il dato più significativo risultava essere il calo dei consensi a Dussin rispetto al dato della Lega in regione: Dussin perdeva oltre 1.000 voti.

mercoledì 31 marzo 2010

Primo turno Castelfranco 2010



Presidente Regione


Partiti regione


Sindaco


Comune partiti

lunedì 8 marzo 2010

Il programma della coalizione

Elezioni amministrative 2010 di Castelfranco Veneto


PROGRAMMA DELLA COALIZIONE


LISTA DONATA SARTOR

PARTITO DEMOCRATICO

ITALIA DEI VALORI

SINISTRA, ECOLOGIA

E LIBERTA’



Indirizzi generali



Un nuovo sviluppo che parta dalla valorizzazione delle risorse


Vogliamo lavorare per un nuovo sviluppo di Castelfranco attento a tutte le esigenze dei cittadini, al loro futuro e all'ambiente che li circonda. Vogliamo valorizzare Castelfranco, le sue risorse, i suoi spazi, per migliorare la qualità della vita di tutti, con grande attenzione ai cittadini più deboli, alle nuove povertà, ispirandoci ai valori propri della nostra tradizione.

Vogliamo lavorare per una città aperta alle persone, alle famiglie, al confronto delle idee e delle proposte, alla partecipazione attiva dei suoi abitanti.



Partecipazione, onestà e trasparenza


Il Comune deve porsi sempre in una prospettiva di servizio nei confronti dei cittadini. L’Amministrazione deve sollecitare aggregazione e confronto a tutti i livelli. Ascoltando, farà emergere proposte di cui farsi interprete e tener conto nelle scelte operative.

Il suo operato deve essere guidato da una grande onestà, evitando ogni possibile conflitto di interessi e improntato alla massima trasparenza.



Attenzione alla persona


L’azione amministrativa deve essere vicina ad ogni persona con grande attenzione ai suoi problemi e ai suoi bisogni, prevenendo le forme di disagio e dando una risposta ai bisogni primari di ciascuno.

L’Amministrazione comunale, nel suo impegno per perseguire il bene Comune, deve essere anche punto di riferimento di Enti, Associazioni, Cooperative sociali per coordinare e concorrere al sostegno di tutte le iniziative che vengono messe in campo.




Temi programmatici

  • Lavoro e sviluppo

  • Urbanistica ed ambiente

  • Famiglia, società, servizi

  • Cultura, sport e turismo

  • Sicurezza e legalità


Lavoro e sviluppo

La posizione di Castelfranco al centro di una delle più sviluppate aree d’Europa e la presenza di importanti infrastrutture di comunicazione ancora in fase di potenziamento, costituiscono risorse notevoli per favorire lo sviluppo economico.

La nostra Amministrazione dedicherà il massimo dell’attenzione al sostegno e al rilancio delle attività produttive anche attraverso l’attivazione di uno sportello unico per le aziende per snellire le procedure burocratiche che spesso ritardano l’avvio di nuove imprese e ne ostacolano lo sviluppo.

Grande attenzione sarà dedicata a:

  • Migliorare le infrastrutture e i trasporti pubblici favorendo l’integrazione del servizio degli autobus con il trasporto ferroviario.

  • Favorire la collaborazione tra operatori economici, docenti universitari e istituzioni per avviare un percorso di costituzione di distretto dedicato al terziario avanzato.

  • Attrarre le imprese che fanno innovazione con incentivi e agevolazioni fiscali.

  • Potenziare e rendere strutturale l’offerta di lavoro alle persone più in difficoltà, tramite il canale della cooperazione sociale nell’ambito di progetti di pubblica utilità.

  • Favorire un dialogo fra imprenditori, scuola e istituzioni perché l’offerta formativa sia qualificata, adeguata al tessuto economico-sociale del territorio, con percorsi di formazione che si rivolgano ai giovani diplomati per accelerare e facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro e agli adulti occupati per riqualificare chi ha già un’esperienza lavorativa.

  • Attivare un più stretto rapporto tra Industria/Imprese ed Università, per favorire forme di collaborazione a supporto dell’ innovazione e dell’utilizzo di tecnologie avanzate.

  • Favorire le iniziative di imprenditoria agricola volte alla vendita diretta dei prodotti ai consumatori ed alla tutela e valorizzazione dei prodotti tipici locali (come il radicchio di Castelfranco), per difendere un settore vitale che in passato ha costituito le nostre “radici” economiche e culturali.

  • Favorire il microcredito, d’intesa con gli Istituti Bancari offrendo garanzia da parte del Comune.

  • Istituire nella Castellana l' “Osservatorio permanente sulla congiuntura” per monitorare la situazione del mercato del lavoro.

  • Diffondere capillarmente la cultura della sicurezza nel lavoro, come tutela della dignità umana.



Urbanistica ed ambiente

La prima valorizzazione del territorio sta nella sua salvaguardia. Sarà pertanto necessario valutare con la massima attenzione se occorra occupare ancora nuove aree o al contrario difendere le aree libere come valore ambientale non rinunciabile, fino alla riconquista di spazi. La profonda crisi del settore edilizio consente di rivedere il disegno urbanistico della città puntando soprattutto sulla riconversione e riqualificazione degli edifici obsoleti. Alla luce dell’adozione del Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.), i prossimi Piani degli Interventi (P.I.) saranno orientanti alla conservazione e riqualificazione piuttosto che ad un ulteriore consumo di aree verdi. Sarà promosso, in sinergia con il mondo economico, l’Università e il volontariato, il recupero del parco di villa Bolasco, con l’obiettivo di trasformarlo in un vero e proprio parco cittadino a disposizione degli abitanti. Sarà migliorata la vivibilità delle aree verdi e delle piazze, delle vie e delle frazioni, curando la pulizia e la manutenzione delle strade e dei marciapiedi, la regolarità dell’illuminazione pubblica, ridando bellezza e fruibilità ai luoghi d’incontro e di scambio esistenti nel territorio. Sarà sviluppato un progetto organico in accordo con le Amministrazioni regionale e provinciale per la soluzione degli attuali problemi di viabilità e l’eliminazione dei punti pericolosi delle nostre strade.


Centro

Saranno attivate azioni per la rivitalizzazione del centro storico, favorendo anche interventi edilizi di recupero degli immobili fatiscenti o abbandonati. Piazza Giorgione, attualmente caratterizzata per essere quasi esclusivamente un grande parcheggio, dovrà essere valorizzata cercando nuove soluzioni e sarà oggetto di un concorso di idee sottoposto a consultazione e valutazione dei cittadini.


Frazioni

Ogni realtà frazionale deve essere viva e sicura e avrà una propria specifica funzione a servizio dell’intera Città in modo da diventare parte integrante del “sistema comunale”. Dovranno essere presenti tutti i servizi essenziali (dal panificio all’ambulatorio) per garantire la qualità della vita ed il senso di appartenenza. Tutte le frazioni dovranno essere collegate al centro con viabilità dedicata ai ciclisti e ai pedoni. Sarà perseguita la qualità della vita e delle relazioni con il coinvolgimento preventivo nelle scelte che possano condizionare il benessere dei cittadini delle frazioni. Sarà previsto, con accordi di programma con gli altri enti territoriali e le società interessate, il completamento dei sottopassi liberando le frazioni ed i quartieri dalle barriere ferroviarie.


Edilizia Scolastica

Molti Istituti soffrono per mancanza di spazi adeguati (aule, laboratori e palestre) e di interventi per la messa in sicurezza degli edifici e il loro adeguamento energetico. Sebbene la competenza per gli istituti superiori sia trasferita alla Provincia, l’Amministrazione comunale si impegnerà a stimolare in modo diretto i progetti per le nuove scuole ed a proporre soluzioni adeguate per quelle esistenti.


Inquinamento

L’Amministrazione si prefigge l’obiettivo di ridurre drasticamente l’inquinamento atmosferico intervenendo sulla razionalizzazione del traffico e sull’informazione al cittadino. Sarà avviata una collaborazione con l’ARPAV, competente in tema di rilevamento di tutte le forme d’inquinamento, rendendo pubblici e accessibili i risultati delle misurazioni fatte in apposite centraline. Partendo da questa importante base di conoscenza saranno poi adottati provvedimenti suggeriti da esperti, coinvolgendo sempre cittadini e associazioni nel progettare interventi significativi. Una particolare attenzione sarà dedicata alla riduzione dell’inquinamento elettromagnetico, al monitoraggio delle acque di falda e delle discariche ancora presenti nel territorio.


Energia

L’Amministrazione promuoverà gli investimenti nelle energie rinnovabili partendo dall’edilizia pubblica e incentivando l’adozione da parte dei privati del solare termico, del fotovoltaico, e delle soluzioni edilizie ad alto risparmio energetico. Sarà attivato uno “sportello Energia” per informare ed agevolare chi voglia avvicinarsi a queste nuove soluzioni e sarà inoltre favorita ed incentivata la formazione di gruppi di acquisto solidale per il solare.


Rifiuti

Sarà ulteriormente favorita la raccolta differenziata dei rifiuti insieme alla riduzione della loro quantità (per esempio vuoto a rendere per il vetro, riutilizzo dei contenitori di plastica, incentivazione di prodotti senza imballaggio). Sarà inoltre promosso negli uffici del Comune l’utilizzo di materiali riciclati. Verrà incentivato il consumo da parte dei cittadini dell’acqua dell’acquedotto (di cui sarà difesa la gestione pubblica) per ridurre ulteriormente la produzione di rifiuti.




Famiglia, società , servizi


Famiglia

L’Amministrazione sosterrà la politica della casa a favore dei cittadini e delle famiglie rilanciando il ruolo dell’Azienda per l’Edilizia Economica e Popolare (A.E.E.P.) alla quale dovranno essere assegnati i terreni per la realizzazione di un’edilizia sociale adeguata ai bisogni delle famiglie meno agiate e delle giovani coppie. Gli sforzi del Comune saranno mirati anche a garantire le necessarie risorse agli asili nido e alle scuole dell'infanzia presenti nel territorio.


Sanità

Grande attenzione sarà posta alla tutela della salute, basata sulla qualità dei servizi sociali e sanitari e sulla riduzione dei fattori di rischio per l’insorgenza di malattie. I maggiori costi per il completamento dell'ospedale già verificatisi rispetto alle previsioni, non dovranno sottrarre risorse alla cura dei malati. L'ospedale deve ritornare ad essere un polo di eccellenza a servizio dei cittadini con personale sanitario sempre più motivato.


Scuola

Il polo scolastico di Castelfranco è assai significativo e costituisce una delle importanti risorse che storicamente ha contribuito allo sviluppo economico e sociale della Città. Sarà fondamentale arricchire ulteriormente l’offerta formativa per renderla ancora più attrattiva, anche per i giovani dei Comuni limitrofi. Le scuole saranno inoltre più aperte ai cittadini prevedendo un loro utilizzo fuori dagli orari di lezione per attività di interesse culturale e sociale.


Associazionismo

Sarà favorita la partecipazione delle Rappresentanze di frazione e di quartiere alle decisioni che riguardano la Città e sarà rilanciato il ruolo delle consulte. Sarà sostenuto e riconosciuto l’associazionismo nelle sue varie forme e nella sua autonomia, anche con riferimento al problema dell'individuazione degli spazi. Sarà promossa la carta dei valori del volontariato.


Giovani

Le politiche giovanili saranno un punto centrale di questa Amministrazione. Saranno messi a disposizione spazi pubblici che consentano a gruppi ed associazioni giovanili presenti sul territorio di realizzare iniziative gestite in autonomia. In questa direzione sarà importante dare nuovo impulso e valore alla Consulta dei giovani. Si cercherà di favorire l’organizzazione di eventi culturali dedicati ai giovani ideati e realizzati attraverso un loro diretto coinvolgimento.

L’inserimento lavorativo dei giovani sarà promosso attraverso un maggior legame tra scuola e imprese produttive. Importanti anche i canali di finanziamento europei finalizzati alla formazione ed imprenditoria giovanile. Spesso si tratta di creare conoscenza rispetto alle opportunità già esistenti.


Anziani

Gli anziani sono una risorsa della comunità perché sono i portatori dei saperi e della memoria: ogni iniziativa sarà tesa a lenire prioritariamente la solitudine, favorendo la socializzazione e l’integrazione, nel centro e nelle frazioni. L’Amministrazione agirà in collaborazione con il volontariato e con le istituzioni che operano nell’ambito dei servizi per la terza età, potenziando anche l’assistenza domiciliare.


Disabili

Verrà promosso un coordinamento tra tutti i soggetti e istituzioni che operano a sostegno dei disabili nelle diverse fasi della loro vita (età scolare, fase lavorativa, terza età) per una loro completa integrazione nella società. Dovrà inoltre essere migliorato il sostegno diretto alle loro famiglie.


Immigrati

Sarà promossa una politica di integrazione sostenibile favorendo la conoscenza e il dialogo reciproco, con una logica opposta alla ghettizzazione. Verrà potenziato lo sportello comunale per l'immigrazione al fine di fornire ai cittadini immigrati una più approfondita conoscenza dei loro diritti e dei loro doveri nel pieno rispetto della legalità.



Cultura, sport e turismo


Cultura

Castelfranco ha una importante tradizione culturale che deve essere ripresa e rilanciata. Lavoreremo per una politica culturale di grande respiro, partendo dalla rivalutazione di persone, spazi, e patrimonio artistico presente nella nostra Città. Piazza Giorgione, le Mura Cittadine, il Teatro Accademico, Villa e parco Bolasco troveranno piena valorizzazione. In questa direzione l'Amministrazione si impegnerà per restaurare della cinta muraria (realizzando anche la passeggiata sulle mura) e per concordare soluzioni con l’Università ai fini del recupero di Villa e Parco Bolasco. Il nostro centro storico, ed in particolare Piazza Giorgione, dovrà ospitare eventi culturali di livello europeo diventando polo di attrazione per un’ampia area territoriale e motore di nuove opportunità di sviluppo economico.

Sarà istituito un “forum della cultura” aperto ai gruppi associativi e singoli cittadini che promuova diverse forme di espressione e individui i luoghi per offrire alla popolazione molteplici spunti culturali. Sarà importante rendere disponibile ai cittadini un auditorium.


Sport

L’Amministrazione favorirà in tutti i modi l’attività sportiva, fondamentale opportunità di aggregazione e di salute.

Saranno avviate importanti sinergie con le scuole e le Società sportive per il coinvolgimento capillare di bambini e giovani nella pratica degli sport, anche per educare al rispetto delle regole e degli altri. Verrà avviato un programma di manutenzione e miglioramento delle strutture esistenti, mantenendone l’attuale collocazione centrale. Saranno previsti anche ampliamenti o nuove infrastrutture senza tuttavia perdere il patrimonio di strutture e spazi che già offre la Città. Sarà oggetto di studio la possibilità di rendere nuovamente agibile il palazzetto dello sport. Verranno inoltre favoriti specifici ambiti sportivi in ciascuna delle frazioni così da caratterizzare anche sotto tale profilo le zone periferiche.

Saranno attrezzati e valorizzati alcuni spazi verdi esistenti come le rive del Muson o lo stesso Parco Bolasco per la pratica sportiva individuale all’aria aperta.

Per i bambini ed i giovani saranno aumentati gli spazi per la libera pratica di sport che non necessitano di attrezzature particolarmente costose come ad esempio il basket, la pallavolo, il calcetto e così via.


Turismo

Castelfranco si situa in una posizione geografica strategica nel Veneto che offre potenzialità enormi. La Città può, soprattutto grazie alla rete ferroviaria e all’aeroporto di Treviso, entrare nei flussi turistici legati a Città d’arte limitrofe come Venezia, Vicenza e la stessa Treviso. In tal senso sarà fondamentale la valorizzazione del nostro patrimonio artistico ed architettonico inserendo la città nelle reti delle iniziative culturali regionali, nazionali ed internazionali. Sarà strategico farsi promotori della creazione di un percorso turistico coordinato con Bassano, Asolo e Possagno.

Sarà importante prevedere anche nuove forme di turismo come quello dello “stop and go” (legato ai flussi dell’aeroporto di Treviso), dei percorsi enogastronomici e del ciclo-turismo.




Sicurezza e legalità


Sicurezza e legalità rappresentano basi essenziali della società civile e sono condizioni indispensabili per la definizione della qualità della vita.


Lotta alla criminalità

Sarà necessario attuare strategie di maggiore controllo del territorio da parte la Polizia municipale in stretta sinergia con le altre Forze dell’ordine presenti nel Comune. Sarà necessario potenziare l’illuminazione e prevedere la riqualificazione delle aree più a rischio anche attraverso la promozione di specifiche attività sociali. Sarà favorito il contatto dei cittadini con l’Amministrazione per la segnalazione delle problematiche legate alla sicurezza. Verrà inoltre affrontata la complessa realtà delle violenze domestiche.


Sicurezza stradale

Sarà promossa la cultura della sicurezza sulla strada con specifici interventi di educazione stradale. Saranno effettuati puntuali qualificazioni strutturali (nuove segnaletiche, ampliamenti delle piste ciclabili, riqualificazioni degli incroci, illuminazione notturna di punti critici) accompagnati all’incentivazione dell’utilizzo di mezzi alternativi alle auto.

Sarà migliorata la viabilità per renderla funzionale all’uso di bambini e adolescenti che dovranno poter percorrere da soli, almeno in parte, il percorso tra casa e scuola o tra casa e luoghi di aggregazione.


Trasparenza amministrativa

Il Comune sarà promotore della cultura della trasparenza e legalità partendo dalle proprie strutture e dalla propria organizzazione dei servizi. Per tale motivo il cittadino sarà messo nelle condizioni di poter costantemente verificare:

  • lo stipendio, i rimborsi, e i gettoni di presenza percepiti dal Sindaco, dagli Assessori e dai Consiglieri;

  • il bilancio, il piano degli investimenti, ed il documento di programmazione finanziaria del Comune;

  • le delibere, le determinazioni e tutti gli altri atti approvati dal Comune;

  • l’elenco degli incarichi affidati a consulenti esterni e il loro costo relativo;

  • l’elenco delle proprietà immobiliari del Comune e le loro destinazione d’uso;

  • la Ragione Sociale, i dati essenziali di bilancio, i nominativi dei consiglieri di Amministrazione e i relativi compensi per ogni Società controllata dal Comune.


I candidati consiglieri del Partto Democratico

SARTORETTO SEBASTIANO
SPALIVIERO BERNARDINO
VINCENTI GIUSEPPE
ACOLEO ANNA
BAGGIO ALBERTINA
BALDASSA MICHELE
BORDIGNON LUCIO
BRESOLIN ANITA
CASTELLANO GIUSEPPE
CELI LUCIA
CENNI ORLANDO
COSTA STEFANO
DUSO GIANCARLO
ELICE LUIGINO
FALESCHINI SANDRO
GAZZOLA GIANNI
MARCHESIN PAOLA
MAZZOCCA MARCO
MICHIELIN SILVIO
MILANI GIANFRANCO
PANAZZOLO MATTIA
PICCOLOTTO PIERGIORGIO
POMIATO FRANCO
SOLIGO FIORINDO
TASSITANI LUISA
TESSAO ALESSANDRA
TOSCAN ANDREA
TRENTIN LUIGI
VENZA ENZO
ZILIO PAUL

venerdì 19 febbraio 2010

Donata Sartor Sindaco

L'assemblea degli iscritti del Partito Democratico di Castelfranco, riunitasi il 17 febbraio, ha designato Donata Sartor come candidato sindaco per le prossime elezioni comunali. La proposta unitaria del coordinamento di circolo è stata discussa dall'assemblea e votata a larghissima maggioranza.
Il progetto politico che il Partito Democratico intende attuare con i proprio alleati consiste in una proposta alla città di Castelfranco basata su di un ampio schieramento di forze in grado di intercettare anche i consensi dell'elettorato moderato e che consenta di conseguire il governo della città.
La decisione è stata successivamente condivisa con le forze di centrosinistra che, insieme alla lista civica "Sartor", danno vita al progetto.